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La nonna del drago

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Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi.

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Esistono al giorno d'oggi manuali d'ogni specie, che ci istruiscono intono ad una serie di attività di tutto rispetto e di considerevole impegno. Manuali di cucina, di trekking, di bricolage per la casa. Per non parlare della navigazione a vela o dell'arrampicata libera. Attività tutte che — diciamolo subito — Gilbert K. Chesterton non si sarebbe mai sognato di intraprendere, essendo, per sua definizione, la persona più pigra di sua conoscenza.

Eppure anch'egli, con i suoi saggi — che altro non sono se non quegli articoli che cominciarono a scoppiettare ad inizio secolo sui giornali inglesi come fuochi d'artificio o tuoni di cannone — propone al lettore un particolare addestramento che può essere paragonato proprio ad un esercizio fisico. Nella sua prefazione a Tremendous Trifles (1909), da cui sono tratte molte delle serissime storie che seguono, Chesterton raccomanda: «Teniamo l'occhio in esercizio fino a quando impara a vedere le realtà sensazionali che corrono attraverso il campo visivo, cioè quelle ordinarie come una staccionata dipinta. Diventiamo atleti oculari. Impariamo a scrivere saggi su un gatto randagio o una nuvola colorata. Ho provato a fare una cosa del genere in quanto segue, ma chiunque altro potrebbe farlo meglio, se solo ci provasse». Un manuale, insomma, per imparare a vedere. Che resta, tra le mille imprese mirabolanti dell'uomo, quella più temeraria.

Perché per vedere occorre tornare alle cose, le cose quotidiane, banali, quelle che hanno cessato non solo di stupirci — perché occorrerebbe essere dei bambini o dei mistici per poterlo fare — quanto di far partire i nostri ragionamenti, di offrire loro il solido appoggio di due gambe. Così che le nostre idee risultano in molti casi, come si dice, campate in aria. Le idee di Chesterton partono invece dall'osservazione di una serie di oggetti di capitale importanza: biglietti del tram, gessetti colorati, teatrini giocattolo, pezzi di formaggio e nuvole grigie.

Questi saggi, nei quali i grandi temi della nostra e di ogni epoca si rincorrono con gustosa ironia e audace provocazione, assomigliano per la loro potenza a quelle storie che ci hanno fatto diventare grandi. Alcuni assolutamente inediti in Italia, altri assenti dalle librerie da cinquant'anni, possono continuare oggi a farci crescere nell'arte di vedere, pensare e vivere. E, perché no, farci prendere quella libertà quella libertà davvero speciale, che solo gli uomini davvero Vivi hanno di dipingere sui soffitti, vivere avventure nel giardino di casa, propagandare idee politicamente scorrette, perseguire le virtù, credere in Dio e raccontarlo di nuovo al mondo.

Dalla prefazione di Sabina Nicolini

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Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi.